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Divina Pizzeria
& Braceria

Il progetto più longevo del gruppo: come un ristorante di quartiere diventa il laboratorio di un'intera impresa.

Come un ristorante di quartiere
diventa il motore di un gruppo

Bari, 1998: una pizzeria con un'idea precisa

Divina Pizzeria & Braceria nasce a Bari nel 1998 in via Orazio Comes, in un quartiere residenziale dove la ristorazione era ancora legata al modello classico della trattoria familiare. La scelta non è casuale: l'obiettivo fin dall'inizio è presidio territoriale, non posizionamento sul passante. Il cliente che entra deve diventare un cliente che torna.

Il format iniziale è focalizzato su pizzeria e antipasteria della tradizione pugliese: panzerotti, focacce, bruschette, orecchiette, piatti della memoria. La proposta è semplice e autentica, costruita attorno a ricette che la clientela locale riconosce e a cui è affezionata. Non c'è un tema visivo sofisticato, non c'è una storia di marketing. C'è una cucina vera e una sala in cui ci si sente a casa.

La prima svolta: da pizzeria a ristorante (2000)

Due anni dopo l'apertura, il gruppo avvia il primo processo di evoluzione strutturata. Una ristrutturazione degli spazi porta il locale a diventare un ristorante completo, con sala più ampia, servizio più articolato e una proposta che copre il pranzo e la cena con un menu più esteso. L'intervento non stravolge l'identità — tradizione pugliese, convivialità, prezzi accessibili — ma la consolida e la rende più scalabile.

Questo passaggio è anche il momento in cui si costruisce il nucleo della clientela fidelizzata. In un quartiere residenziale, la reputazione si costruisce lentamente e si perde rapidamente. Il gruppo lavora sulla qualità costante, sulla riconoscibilità delle ricette e sul rapporto diretto con le famiglie del quartiere. Quella base — di clienti che tornano, che portano amici, che prenotano per le occasioni speciali — diventa nel tempo l'asset più difficile da replicare.

La braceria come leva di differenziazione (2010)

Nel 2010, con il locale consolidato e la clientela stabile, il gruppo introduce l'area braceria. È una scelta precisa: la braceria non sostituisce la tradizione pugliese ma la integra con una specializzazione che risponde a un segmento in crescita, quello del cliente disposto a spendere di più per una materia prima di qualità, per la carne lavorata con cura, per l'esperienza del fuoco come elemento di distinzione.

L'introduzione della braceria modifica il profilo della clientela: accanto alle famiglie del quartiere iniziano ad arrivare gruppi di lavoro, cene aziendali informali, clientela da altri quartieri attratta dalla specificità dell'offerta. Il ticket medio si alza. Il locale diventa noto non più solo come "la pizzeria di via Orazio Comes" ma come uno degli indirizzi di riferimento per la carne alla brace a Bari. È il primo esempio, nel percorso del gruppo, di come un format possa espandere il proprio perimetro senza cambiare la propria identità.

Il Covid come acceleratore involontario (2020)

Quando arriva il lockdown, il locale — come tutta la ristorazione italiana — si trova davanti a una scelta: fermarsi o reinventarsi. Il gruppo sceglie di reinventarsi, introducendo un servizio di delivery strutturato che fino a quel momento non era mai stato necessario.

Il delivery non è solo una risposta alla crisi. È una scoperta operativa: il locale impara che esiste una domanda di cucina pugliese di qualità anche fuori dalla sala, e che quella domanda può essere servita con packaging, logistica e processi dedicati. Quando i ristoranti riaprono, il delivery non scompare: viene integrato come canale permanente, allargando il bacino di clientela oltre il quartiere di riferimento.

Il repositioning premium (2023)

Nel 2023 il gruppo avvia un processo di revisione più profondo del posizionamento. Il menu viene ridisegnato per valorizzare maggiormente le eccellenze della materia prima pugliese — olio extravergine locale, carne selezionata, verdure di stagione — e per costruire una proposta gastronomica che non sia solo tradizionale ma che racconti il territorio con più consapevolezza. Gli standard di servizio vengono aggiornati. L'ambiente viene curato nei dettagli.

L'obiettivo è chiaro: non inseguire il fine dining, ma occupare con più forza lo spazio tra trattoria e ristorante di qualità. Un posizionamento dove il conto è più alto della media ma giustificato da ciò che arriva in tavola. Dove il cliente viene per una ricorrenza ma torna anche per un martedì sera qualunque. Dove la fedeltà non dipende dal prezzo basso ma dalla coerenza dell'esperienza.

Perché il core business è anche il laboratorio del gruppo

Guardando indietro, Divina Pizzeria & Braceria non è solo il progetto più longevo del gruppo: è quello da cui deriva il know-how operativo alla base di tutti gli altri. La gestione di una cucina complessa, la costruzione di un team stabile, la fidelizzazione di una clientela, la capacità di evolvere il menu senza rompere il contratto con chi viene da anni — tutto ciò che il gruppo ha poi applicato in Givarò, Trullo, Opunzia e Kuma è stato testato qui, in una sala da pochi coperti in un quartiere di Bari.

Un locale che dura 25 anni non è un caso. È il risultato di migliaia di decisioni quotidiane prese in modo coerente: su cosa mettere nel menu e cosa togliere, su quando alzare i prezzi e quando no, su come gestire il personale nei picchi, su come rispondere a una recensione negativa. Quella disciplina operativa è il vero asset trasferibile che Divina ha costruito nel tempo.

2026: la fase di espansione

Nel 2026 il gruppo avvia un nuovo ciclo di investimento su Divina Pizzeria & Braceria, con un percorso di espansione e ristrutturazione degli spazi. Non si tratta di una reinvenzione del format — l'identità resta quella — ma di un allargamento della capacità ricettiva e di un aggiornamento degli ambienti, per portare l'esperienza in linea con il posizionamento premium costruito negli ultimi anni. Il progetto storico del gruppo entra in una nuova fase, con la stessa visione di lungo periodo che lo ha guidato dall'inizio.

Timeline
1998 Apertura in via Orazio Comes come pizzeria e locale dedicato agli antipasti della tradizione pugliese. Avvio della costruzione della clientela di quartiere.
2000 Prima ristrutturazione e trasformazione da pizzeria a ristorante completo. Ampliamento del menu e consolidamento della base clienti fidelizzata.
2010 Introduzione dell'area braceria come elemento di differenziazione. Il locale diventa punto di riferimento per la carne alla brace a Bari, attrando nuovi segmenti di clientela.
2020 Lancio del delivery durante il Covid. Il canale viene integrato stabilmente nell'operatività, ampliando il bacino di clientela oltre il quartiere.
2023 Repositioning premium: revisione del menu, aggiornamento degli standard di servizio, valorizzazione della materia prima pugliese d'eccellenza.
2026 Avvio del percorso di espansione e ristrutturazione degli spazi per portare l'esperienza in linea con il posizionamento costruito negli anni precedenti.

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